Scribox Marketplace di Contenuti Editoriali

scribox

La creazione di contenuti, sopratutto di qualità, è uno dei problemi che si pone un blogger quando è costretto a crearne in modo continuativo.

Spesso le idee sono esaurite, sopratutto per siti di nicchia dove non sempre ci sono novità di cui parlare, e si rischia di andare ad intaccare quella periodicità nel postare.

Il contenuto è il cuore del sito ed è quello che lo fanno apprezzare (ed indicizzare :D) dagli utenti che nel tempo diventano assidui lettori.

Da alcuni giorni sono utilizzatore, sia lato copywriter (autore) che publisher (editore), di un marketplace di contenuti editorali che si chiama SCRIBOX.

E’ una web application sviluppata molto bene (ho fatto anche da beta tester 🙂 ) che con pochissimi passaggi permette l’inserimenti di annunci o la propria candidatura alla scrittura di articoli.

Il workflow delle comunicazioni, sia on site che tramite email, aiutano molto nella gestione dei lavori.

Sei un COPY ? Ti servono contenuti seo e non ? Provalo 😉 e poi mi dirai com’è…

5 commenti

Grazie della segnalazione!
Sembra veramente interessante questa iniziativa.
La proverò sicuramente per avere contenuti nuovi e spero interessanti per un mio blog sulle mete turistiche in Grecia.

[…] E non solo, indicando delle percentuali di conversione, puoi vincere anche un buono da utilizzare su scribox. […]

A proposito di SCRIBOX. Riporto la mia esperienza su questa piattaforma, così da poter aiutare chi ha in mente di gettare via le proprie competenze su luoghi che PER NULLA le valorizzano. Un’esperienza agghiacciante per quanto mi riguarda.

Chi guadagna davvero sono solo gli editori e il team di Scribox.
Il pagamento ad articoli è LORDO, a cui si deve sottrarre il 20% di ritenuta d’acconto (o 21% di IVA) e il 15% delle esose commissioni che applica scribox. In pratica su ogni articolo c’è il 35% di tasse da applicarci sopra. A questo aggiungeteci editori che pretendono d’avere buoni contenuti ad un prezzo misero (Scribox è strutturato come un’asta al ribasso: l’editore propone il prezzo ad articolo e gli autori che si candidano “rilanciano” al ribasso, sia per quanto riguarda il prezzo, sia per quanto riguarda i giorni necessari per redigere l’articolo) e vedrete lavori affidati a scrittori per o,o08 € (nemmeno un centesimo a parola!!!). Insomma una miseria. La colpa in sè per sè non è nemmeno degli autori, ma del sistema che ti impone di proporti svilendo il tuo lavoro e le tue competenze per 4 soldi, a cui vanno detratti il 15% di commissioni e tasse!!). A questa situazione aggiungiamoci editori semianalfabeti i quali affidano lavori sull’arredamento a chi ha un diploma classico o laurea in lettere moderne, sull’edilizia va bene anche quella col dottorato in relazioni internazionali. Insomma chiunque può scrivere qualunque cosa, magari rielaborando contenuti da qualche altro sito, in barba al nuovo algoritmo di google, purchè si faccia pagare una miseria (tanto il team di Scribox il suo 15% lo prende sempre!). E in questa situazione chi ci fa la figura pessima? Ma gli editori! Per concludere, manca un ricambio tra gli autori. Gli editori tendono ad affidare gli articoli sempre ai soliti autori, il che significa che il contenuto di una decina di siti è in mano a quelle 3/4 persone che usano sempre il solito stile, le solite parole, il solito modo di argomentare. Insomma una fregatura su tutti i fronti. E non è affatto vero la storiella che si sente in giro, la quale sostiene che su Scribox hanno successo “i migliori autori di contenuti”. Se sei disposto a scrivere su qualsiasi cosa benchè incompentente, se sei disposto a farti pagare una miseria allora si che avrai successo su Scribox.

Alla larga web writer! Fuggite via più in fretta che potete. Scribox è ipocrita, fa tanto il carino giocandosi la carta della “community” e dei profili ma è peggio del bacio di Giuda. Si interessano solo ad inghiottire il 15% delle commissioni, in barba alle competenze degli autori (se non vi fossero col cavolo che decollava il sito! Eppure trattati a pesci in faccia). Poco credibili, poco affidabili. Da dimenticare.

Ciao,
sei libero di esprimere il tuo pensiero (e come vedi è stato pubblicato senza problemi) , ma mi sento di dire che ci sono lati positivi nella piattaforma e nel suo utilizzo.

Non è colpa della stessa se i copy giocano al ribasso pur di potersi aggiudicare un lavoro…

Il fatto di avere il pagamento SICURO dei propri lavori al giorno d’oggi è cosa rara e Scribox lo fa in quanto il lavoro è possibile crearlo da parte degli Editori solo a fronte del pre-caricamento soldi.

Salve, in qualità di amministratore e co-fondatore di Scribox ci tengo a rispondere alle critiche espresse da “Web Editor Freelance”. Rispetto le sue opinioni, ma vorrei fare chiarezza su alcuni punti.

“Il pagamento ad articoli è LORDO, a cui si deve sottrarre il 20% di ritenuta d’acconto (o 21% di IVA) e il 15% delle esose commissioni che applica scribox. In pratica su ogni articolo c’è il 35% di tasse da applicarci sopra.”

Il 20% di ritenuta d’acconto non è un compenso che si intasca Scribox, ma è un acconto sulle tasse che un copywriter privo di partita iva deve pagare al fisco. Ai copywriter con partita iva non viene fatta alcuna trattenuta, anzi all’importo dovuto aggiungiamo (come previsto dalla normativa fiscale) il 21% di IVA. Sarà poi compito del professionista versare le imposte in funzione del proprio regime fiscale.

Il 15% di commissione (che può essere discrezionalmente suddiviso tra autori ed editori) è il guadagno che consente a Scribox di pagare lo sviluppo della piattaforma, gli stipendi dei dipendenti, il costo degli uffici, ecc. Non può esistere un servizio a valore aggiunto come quello fornito da Scribox senza costi per i clienti. L’85% di quanto viene pagato degli editori viene corrisposto agli autori. Con questa premessa è difficile sostenere la tesi “a guadagnarci sono soprattutto gli editori e il team di Scribox”.

“A questo aggiungeteci editori che pretendono d’avere buoni contenuti ad un prezzo misero (Scribox è strutturato come un’asta al ribasso: l’editore propone il prezzo ad articolo e gli autori che si candidano “rilanciano” al ribasso, sia per quanto riguarda il prezzo, sia per quanto riguarda i giorni necessari per redigere l’articolo) e vedrete lavori affidati a scrittori per o,o08 € (nemmeno un centesimo a parola!!!). Insomma una miseria. La colpa in sè per sè non è nemmeno degli autori, ma del sistema che ti impone di proporti svilendo il tuo lavoro e le tue competenze per 4 soldi”

Scribox non propone aste al ribasso. Infatti, un autore non vede quanto viene offerto dagli altri autori per svolgere lo stesso lavoro, quindi non c’è modo per un utente di fare un’offerta più bassa rispetto a quelle degli altri autori che si sono già proposti per il lavoro. Inoltre, il sistema non impone dei prezzi. Ogni autore può richiedere il compenso che ritiene più adeguato (5 euro come 50) e può motivare il prezzo comunicando direttamente con l’editore che propone il lavoro. E’ vero, inoltre, che ci sono editori che ricercano il prezzo più basso a prescindere da altre condizioni, ma ce ne sono altri che sono disposti a pagare di più pur di ingaggiare i copywriter con le migliori competenze sull’argomento da trattare. Può vincere il prezzo più basso, ma non è nè la regola, nè un automatismo imposto dalla piattaforma.

Mi dispiace che la persona che si firma “Web Editor Freelance” abbia deciso di intraprendere un’attività finalizzata a screditare il lavoro svolto da Scribox: ha pubblicato nella stessa giornata lo stesso commento negativo su tanti siti web. Ora le risponderò in ogni sito.

Sono a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti sul funzionamento di Scribox.

Buona giornata e buon lavoro
Paolo Moro

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